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Il Palamito pesante - 31/12/2005 PDF Stampa E-mail
Scritto da Danilo Tomaselli   
Domenica 22 Agosto 2010 14:50

In questi ultimi anni la pesca si va concentrando in particolare alla “grossa”, con l’obiettivo tonno, pesce spada, ricciola, palamita. Come sempre l’entusiasmo iniziale è stato supportato dalle esperienze, ed è così che siamo giunti alla conclusione di costruire un palamito che fosse una via di mezzo tra il tipo a galla e quello pesante di fondo.

Gli ambienti di pesca

Questo tipo di palamito da buoni risultati su fondali in cui la scogliera finisce sul fango, con profondità intorno ai 40 metri, nei mesi caldi e primaverili.

Meteo

Condizioni propizie: bonaccia - alta pressione.

Le esche

Si consiglia di praticare questa tecnica dalla sera all’alba (5/6 ore), innescando sarde fresche, calamari, totani e seppie.

I terminali e la costruzione

Preparare 52 braccioli con Ø 0,50 di 1,5 m, montanti ami del n°10 in acciaio inox, su un madre Ø 1,00; opportunamente tesati.

Avvolgere la matassa del nylon in un arcolaio, in modo da evitare imbrogli,  prenderne il capo e riporne tre passi e mezzo nell’apposita cassetta o bacile.

Legare i primi 2 braccioli con passo costante di tre e mezzo, quindi sempre a tre passi e mezzo legare con uno spezzone di filo lungo 3,5 m, un grosso galleggiante di Ø 15 cm.

Procedere con la legatura di quattro braccioli ed all’inserimento dei relativi galleggianti, sempre con le medesime modalità e distanze, sino al cinquantesimo amo, terminando la costruzione con due braccioli.

Il calamento

Collegare il madre al calamento, con l’accortezza di legare la testata del palamito a circa 6 m dal peso che andrà sul fondo .

Calare un peso di circa 3 kg sul fondo con in capo un segnale galleggiante.

Procedere alla stesura del palamito, un amo alla volta, procedendo a remi o motore verso la direzione prescelta.

Calare un secondo peso sul fondo con in capo un altro segnale galleggiante.